Gli animali, soprattutto se piccoli e con un musetto puccioso, non possono che suscitare l’istinto irrefrenabile di dispensare coccole e carezze fino ad esaurimento scorte e, immancabilmente, di giocare insieme a loro. Reagiamo così davanti ad un gattino, un cagnolino e, perché no, davanti ad un quokka. Chi è costui? Scopriamolo insieme.

Il quokka: che animale è?

La maggior parte di voi, ad eccezione dei più sfegatati fans di Piero ed Alberto Angela e dei loro bellissimi documentari, probabilmente non ha nemmeno la più pallida idea di come sia fatto un quokka. Bene, non sarà proprio la stessa cosa, ma ve lo presentiamo noi (al limite potete sempre mettere in sottofondo l’aria sulla quarta corda di Bach e sperare in un effetto più vicino all’originale).

Il quokka è un piccolo marsupiale stabilmente insediatosi in una ristretta zona dell’Australia (Rottnest Island) e molto somigliante ad un canguro bonsai (sarà merito della lunga coda, della postura che di solito assume e delle zampette posteriori corte e flesse quasi come se dovesse saltare da un momento all’altro? Probabile) . Le sue dimensioni sono quelle di un comunissimo gatto reso ancora più simpatico e puccioso dalle mille smorfie che fa con il musetto.

Quokka animale australianoQuesto animaletto non disdegna la compagnia umana ed anzi è spesso molto incline a fare amicizia con qualunque essere vivente gli capiti a tiro, uomo compreso. Tuttavia, dato che si tratta di una bestiola da salvare dal rischio di estinzione, le rigide (e giuste) leggi australiane impediscono a chiunque di interagire con questo animaletto: chi venisse beccato a dargli del cibo (alcuni alimenti di cui il quokka va ghiotto possono nuocere alla sua salute) o a prenderne uno in braccio, potrebbe essere ammonito se non addirittura ricevere una bella multa (ed anche abbastanza salata).

Avrete comunque capito che questo piccolo marsupiale non è per nulla pericoloso (con quel musetto non poteva esserlo di certo!). Solitamente la sua folta pelliccia assume delle tonalità che vanno dal grigio al marrone, si nutre essenzialmente di piante e frutti ed ha deciso di invertire i normali bioritmi per vivere la notte e ronfare beatamente durante il giorno: contento lui!

Capace un tempo di riprodursi praticamente tutto l’anno, adesso i piccolini nascono soprattutto a fine estate, ciò perché le gravidanze delle quokka avvengono adesso soltanto nel momento in cui è più probabile reperire in natura alimenti ricchi di rame.

Piccola curiosità: dato che non c’è altro modo legale per interagire con questi simpatici marsupiali, i turisti sono soliti scattare loro delle foto. I quokka, con tutta la socievolezza che li contraddistingue, non battono ciglio e anzi sembrano quasi mettersi in posa. Non è raro che questi animali vengano immortalati mentre muovono il viso accennando una sorta di inconsapevole sorriso; da qui l’idea di ribattezzare il quokka “animale più felice del mondo“.

Preservare la specie

Questo simpatico animaletto, purtroppo, non è presente sul pianeta in maniera significativa: la popolazione di quokka, già di per sé confinata in Australia, ha infatti registrato una brusca diminuzione in tempi nemmeno eccessivamente lontani (il fatto avvenne all’incirca negli ultimi decenni dell’800). La colpa, tanto per cambiare, sarebbe dell’uomo che, mutando come da prassi i preziosi equilibri naturali, ha scelto di introdurre a Rottnest Island delle colonie di volpi. Il povero quokka, come se già non bastasse dover affrontare quotidianamente il dingo (arrivato nel nuovissimo continente più o meno 3000 anni addietro, ancora una volta per mano dell’uomo), si è così trovato a spartirsi gli alimenti, per così dire, con le volpi che, in caso di necessità, non esitano a dargli persino la caccia (questo animale è infatti onnivoro. Spesso si nutre di erbe e piante, ma un piatto di carne non si rifiuta mai!).

Un altro fattore che ha seriamente messo in discussione l’esistenza della specie è stato poi lo sviluppo agricolo: per quanto possa trattarsi di un’attività tutto sommato molto vicina alla natura, essa richiede il disboscamento di alcune aree e, di certo, nessun contadino esiterebbe a cacciare un piccolo quokka intento a procurarsi del cibo sgranocchiando le primizie del suo orto.

A  tutto questo infine bisogna aggiungere l’incredibile mole di incendi che negli ultimi anni ha purtroppo interessato il paese, nonché la bonifica di molte aree palustri. Insomma: se l’uomo avesse rispettato un po’ di più la natura, molto probabilmente questo piccolino non sarebbe a rischio di estinzione. L’abitudine del quokka di proteggersi dai pericoli incombenti semplicemente raggomitolandosi sino a formare una palla di pelo, in questi casi non è servita a molto.

Anzi, esempio lampante questo dei vertici a cui può arrivare la cattiveria e la stupidità umana, gli ha persino nuociuto. Molti studenti infatti alla fine degli anni ’90 hanno pensato di dar vita o di aderire all’assurda moda del quokka soccer. Sì, è proprio quello che vi sta passando per la testa in questo preciso momento, quell’idea che cercate di scacciare perché vi sembra troppo crudele da mettere in pratica ai danni di un esserino tanto mite e pacifico: i ragazzi, approfittando della posizione a palla adottata dal marsupiale per difendersi dai pericoli del mondo, calciavano per tradizione alla fine dell’anno scolastico tutti gli esemplari che gli capitavano a tiro (cosa che abbiamo visto non è per niente rara data l’estrema socievolezza delle bestiole). In questa barbara maniera sono morti, tra atroci sofferenze, centinaia di dolci ed innocui esemplari.

Per porre rimedio al brusco decremento della popolazione, dovuto come è evidente all’azione più o meno consapevole dell’uomo, sono stati quindi varati dal Dipartimento dell’Ambiente dell’Australia dei piani di conservazione studiati ad hoc per la preservazione del quokka. Soltanto in questi ultimi anni l’animaletto, tuttora considerato dalla IUCN (acronimo per International Union for the Conservation of Nature) una specie vulnerabile ma per fortuna non più tanto prossima ad estinguersi, comincia finalmente a ripopolare le selvagge distese boschive australiane (stavolta grazie all’uomo).

Categorie: Animali

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