La fisioterapia della caviglia è una delle prestazioni mediche in assoluto più richieste. Mediamente, soltanto nel nostro paese, a carico di questa parte del corpo si registrano infatti 5000 episodi traumatici l’anno.

Statisticamente sono soprattutto i giovani atleti ad accusare il problema: qualche piccolo incidente durante gli allenamenti o le partite ha spesso questo esito. Ecco perché sarebbe importante attuare delle politiche di prevenzione, in particolar modo per quanto riguarda le recidive. Gli sportivi più esposti a patire una distorsione della caviglia vanno ricercati tra cestisti, calciatori, tennisti, rugber, pallamanisti e praticanti di sport da combattimento in genere. Il problema può manifestarsi anche in caso di incidenti e cadute: riguarda insomma un po’ tutti.

Distorsione della caviglia: cosa c’è da sapere?

La distorsione della caviglia si verifica nel momento in cui l’articolazione viene forzata ad eseguire un movimento brusco ed involontario che costringe il piede a descrivere un arco ideale che vada oltre il suo limite fisiologico. Quest’azione si traduce dapprima in uno stiramento dei tessuti interessati, quindi nella perdita o, in alcuni casi, nel distacco dei capi ossei che formano l’articolazione in questione.

L’evento traumatico appena descritto può, in relazione a vari fattori, avere esiti più o meno gravi e riguardare porzioni diverse della caviglia. I casi più difficili da trattare sono quelli in cui oltre al danno riportato da muscoli, legamenti, tendini e cartilagini vengono coinvolte anche le ossa.

Come riportato sul portale italiano dedicato alla fisioterapia (sito www.fisioterapia-online.it) “bisogna evitare di cadere nell’errore di pensare che il dolore possa passare da sè o con l’ausilio di un antidolorifico. Il web infatti non va usato per l’auto-diagnosi. Il consiglio è quello di rivolgersi a medici specializzati nel settore per risolvere il problema ed evitare fastidiose recidive..

Per capire subito con cosa si ha a che fare i medici prescrivono al paziente una radiografia della caviglia e quindi un’ecografia ed una risonanza magnetica. Il primo esame serve ovviamente ad accertarsi che non si siano verificate delle fratture, gli altri a controllare lo stato di salute dei tessuti molli.

Distorsione alla caviglia: sintomi e terapia

Come riconoscere una distorsione alla caviglia? Questo genere di trauma viene spesso confuso con la lussazione. Diventa importante quindi discernere i segni distintivi della patologia al fine di adottare nell’immediato dei comportamenti mirati che possano arginare il dolore sino all’arrivo del medico.

Diciamo allora che una caviglia soggetta a distorsione sarà sempre gonfia in prossimità dell’articolazione danneggiata (la caviglia si compone infatti di più articolazioni), zona che tra l’altro risulterà molto calda al tocco. Inutile dire che la parte interessata sarà anche dolorante, soprattutto se palpata, smossa o sovraccaricata (basta in tal senso mettersi in piedi o dover mantenere una certa posizione), i movimenti saranno limitati e, almeno in un secondo momento, sulla zona in distorsione potranno comparire delle ecchimosi.

Chi si riconosce in questi sintomi farà bene a recarsi dal medico o al pronto soccorso. Nell’immediato, nel tentativo di rendere più sopportabile il dolore, sarebbe consigliabile procedere invece immobilizzando con un tutore la parte interessata, tentando di stare a riposo il più possibile, appoggiando del ghiaccio sulla caviglia, fasciando la stessa con bendaggio compressivo e mantenendo la gamba più in alto rispetto al resto del corpo.

Dopo la visita, sarà infine necessario nella stragrande maggioranza dei casi prendere dei contatti con dei centri fisioterapici.

La terapia

Diciamo subito che il tipo di terapia varierà da soggetto a soggetto, da caso a caso. In linea generale però possiamo affermare anche che si procederà innanzitutto tentando di eliminare il dolore, o almeno i suoi picchi, e che si proseguirà quindi con un percorso riabilitativo. A tal fine possono essere usate tecniche quali la tecarterapia, la laserterapia e l’idrokinesiterapia. Non è raro poi che si faccia ricorso anche a tecniche manuali mirate o a macchinari capaci di produrre vibrazioni meccaniche nonché a test indicatori quali quelli prodotti mediante sistema propriocettivo computerizzato.

Il paziente, grazie a tutte queste attenzioni, nella maggior parte dei casi recupererà del tutto la mobilità dell’articolazione e tornerà ad una vita normale. Tuttavia è importante non sospendere mai i trattamenti non appena i sintomi sopra descritti sembrano allentare la morsa. Una distorsione alla caviglia oltre che danni muscolo-scheletrici produce infatti anche danni neurologici a cui porre rimedio mediante uno specifico programma di allenamento.

Nei casi limite, quelli in cui si è verificata anche una frattura ossea, prima di potersi sottoporre ai suddetti trattamenti potrebbe essere necessario indossare per qualche tempo un gesso o subire un intervento chirurgico. Soltanto successivamente si procederà a rinforzare i muscoli di anche e ginocchia che nel frattempo potrebbero aver perso tono e aver contribuito a rendere difficile al paziente l’azione deambulatoria.  Utili potrebbero rivelarsi in tal senso anche degli esercizi per l’equilibrio.

Alcuni individui, purtroppo, a seguito di un trauma particolarmente grave dovranno imparare nuovamente a muovere dei passi. Non è raro che una frattura o una distorsione alla caviglia costringano il soggetto all’uso temporaneo di girelli, stampelle, deambulatori e bastoni.

Per quanto riguarda i tempi di recupero infine diciamo che, un po’ come la terapia da prescrivere, variano da soggetto a soggetto. In linea di massima per i casi di media gravità bisognerà sottoporsi a trattamenti fisioterapici per un periodo compreso tra le 4 e le 8 settimane.

Categorie: Salute

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