I pitbull, checché ne possano pensare i detrattori di questa particolare razza canina, sono tra gli animali più adatti da impiegare in un programma di pet therapy. Queste bestiole infatti possiedono un bel po’ di doti nascoste che abbiamo pensato di scoprire insieme in questa sede.

Carattere

Il pitbull, noto anche come american pitbull terrier,  è un cane che purtroppo ad oggi gode erroneamente di una cattiva fama. Questo, sebbene abbia un fisico ben strutturato che gli conferisce forza e possanza, è tutt’altro che un animale aggressivo o avente poco rassicuranti tendenze verso gli umani.

Coraggioso, fedele e socievole invece egli nasconde anche un cuore coccolone e capace di provare profondo affetto per i suoi umani. Nei 12/13 anni di vita che mediamente gli sono stati destinati da Madre Natura, questo animale può davvero regalare al suo proprietario molte soddisfazioni.

Non è raro che, adeguatamente addestrati, tali esemplari possano poi essere arruolati tra le fila della protezione civile e, grazie al potentissimo fiuto, essere utilizzati per ritrovare esseri umani intrappolati sotto le macerie formatesi ad esempio a seguito di un terremoto di proporzioni devastanti.

Molto legata al proprietario, questa bestiola poi è capace di grandi slanci di affetto: seppur ferita e dolorante infatti può far di tutto pur di difendere o compiacere il suo umano preferito (che tra parentesi potrebbe essere chiunque gli dedichi un po’ di attenzione magari accarezzandola o giocandoci un po’, oppure ancora gli allunghi furtivamente un boccone).

E’ purtroppo facendo leva su questo aspetto del suo carattere che molti individui senza scrupoli addestrano i pitbull a combattere e, all’occorrenza, ad uccidere senza motivo alcuno altri animali. Molti esperti sostengono infatti che il pitbull è forse il cane meno aggressivo in assoluto nei confronti dell’uomo o di altri esseri viventi ma, basta che qualcuno gratifichi i comportamenti violenti della bestiola, comportamenti insegnati spesso dallo stesso proprietario, perché l’indole di questo esemplare cambi radicalmente. Il pitbull insomma agisce obbedendo ciecamente al suo padrone e facendo di tutto per compiacerlo.

Varietà Pitbull

L’american pitbull terrier non è al momento una razza riconosciuta in Italia, giudizio condiviso con l’American Kennel Club (AKC). Tanto per questo ente quanto in generale nel nostro paese infatti i pitbull vengono identificati dall’appellativo “amstaff” (vedremo cosa questo termine significhi esattamente appena qualche riga più in basso).

L’United Kennel Club (UKC) dal canto suo, al pari dell’American Dog Breeders Association (ADBA), ha però individuato ben due standard per i pitbull. Questo significa che le due associazioni riconoscono come appartenenti alla categoria dei pitbull dei cani aventi determinate caratteristiche fisiche e comportamentali il cui peso non superi i 30 Kg. Gli esemplari più in carne e comunque appartenenti alla stessa specie non vengono considerati come facenti parte di una razza pura.

Gli animali rientranti nello standard UKC hanno stazza comunque già superiore rispetto a quella di altri esemplari simili, ma sono caratterizzati da un  carattere molto docile, mentre quelli accolti dall’ADBA sono più esili, ma in compenso molto più agili.

Solitamente un parametro indicativo dell’appartenenza ad una varietà piuttosto che ad un’altra, almeno per quanto riguarda questa razza di cane, è il colore del naso. I pitbull, in base a questo criterio possono dividersi in red nose e blu nose, oppure sfoggiare fieri un bel naso tartufo dalle tonalità più vicine al nero, al grigio oppure al marrone.

Qualche curiosità

I pitbull vengono chiamati dagli adepti dell’AKC AMerican STAFFordshire terrier, per gli amici Amstaff. Tale appellativo viene ormai attribuito a questi animali anche in Italia. Il motivo di tale decisione? Beh, ricordare a tutti che essi non sono nati per combattere ed il nome pitbull, traducibile letteralmente come toro per l’arena, non giova certo alla causa. L’AKC ha anche deciso di scegliere tra i vari esemplari viventi quelli più docili da destinare non più ai campi di combattimento ma alla vita in famiglia.

Ancora a proposito del nome: sebbene in esso figuri l’aggettivo “american”, americano, questo animale ha in realtà origini inglesi, scozzesi ed irlandesi, ma, tra XIX e XX secolo i massicci flussi migratori di europei in direzione dell’America hanno contribuito a generare l’equivoco.

Ah, badate bene poi che, a far data dal novembre 2011, è severamente vietato tagliare coda ed orecchie a questi cagnolini, tale prassi è infatti ormai sanzionata dalla legge.

Ad oggi infine questo animale è negli Stati Uniti il più utilizzato per la pet therapy.

Categorie: Animali

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