La ristrutturazione di una casa non è un affare da prendere sotto gamba. Tanto per cominciare si dovrebbero avere le idee chiare in merito alle questioni pratiche ed estetiche che ci spingono ad effettuare un restauro: serve una stanza in più? Gli impianti sono fuori norma o comunque da rinnovare? Si è reso necessario ritinteggiare le pareti? Rispondere a queste domande significa anche avere un’idea dell’entità dei lavori da portare a termine. Potrebbe insomma bastare qualche ritocco qui e lì o potrebbe rendersi utile un restauro in piena regola.

C’è poi da dire che alcuni interventi di manutenzione o di ristrutturazione degli spazi domestici richiedono speciali permessi comunali ed obbligano il proprietario dell’immobile a rivolgersi soltanto a personale tecnico qualificato. Un conto è insomma dare il bianco alle pareti del bagno ed un conto è abbattere muri o costruire verande. Vediamo allora di capirci qualcosa di più.

Tipologia di ristrutturazione

La ristrutturazione può avvenire in maniera completa o parziale. Nel primo caso, non è difficile da intuire, per poter pensare di avviare i lavori sarà necessario disporre di una cifra di una certa entità. Sono infatti richiesti dei sopralluoghi da parte dei tecnici i quali dovranno elaborare diversi progetti, dei veri e propri piani di azione finalizzati ad ottenere determinate modifiche.

Scelta la soluzione che più soddisfi il committente, quest’ultimo dovrà presentare al Comune di riferimento tutti gli incartamenti del caso. In assenza di intoppi, i lavori potranno quindi essere avviati in tempi relativamente brevi. Basterà a questo punto scegliere Quotalo.it, un’azienda specializzata nelle ristrutturazioni edili e seguire con costanza il restyling dell’abitazione.

Ma parlavamo anche di ristrutturazione parziale. In questo caso si procederà in maniera un po’ più sbrigativa. Il più delle volte infatti non sarà necessario autorizzare grandi opere murarie e molto spesso non sarà necessario nemmeno richiedere permessi al Comune o rivolgersi ad ingegneri ed architetti prima di avviare i lavori. Attenzione però: rientrano in questa casistica l’imbiancatura delle pareti, la sostituzione delle maioliche ed altri lavori di simile entità.

Cambiare stile di arredamento

Vivere in una casa significa anche comprare dei mobili: questo è poco, ma è sicuro. All’atto dell’acquisto, almeno nella maggior parte dei casi, si farà riferimento ad un fil rouge individuato dalla scelta di uno stile per l’arredamento ben specifico. Casa vostra insomma potrebbe ospitare mobili classici, moderni, minimalisti e via discorrendo.

Questo significa compiere delle scelte funzionali (dovrete pur tenere i vestiti da qualche parte e sarete quindi costretti a comprare armadi, settimini et similia) ma anche estetiche. Magari preferite avere una casa colorata ed inconvenzionale oppure ricreare lo stesso ambiente che c’era nell’appartamento dei nonni.

L’arredamento diventa perciò un discorso legato tanto all’oggettività (caratteristiche fisiche della casa, stanza da “vestire”, luogo in cui sorge l’immobile, ecc.) quanto alla soggettività. Esso è capace di riflettere la personalità di chi vive in un determinato posto. Se volete chiarirvi meglio le idee sappiate che su questa pagina è presente un elenco di tutti gli stili per arredare casa: divertitevi ad imitare, mischiare o ad aggiungere del vostro.

Costi di ristrutturazione casa

Ed eccoci arrivati alle dolenti note. Ristrutturare casa, soprattutto quando la mole di lavori da portare a compimento è notevole, può tradursi in un vero e proprio salasso. Per questo motivo, prima di affidare tutto nelle mani di un’azienda edile specializzata, sarebbe meglio passare al vaglio alcuni preventivi.

Attenzione: sappiate che, qualora non doveste trovare niente che vi soddisfi o nessun progetto “onesto”dal punto di vista dell’esborso richiesto, online esistono ormai dei siti in cui è possibile calcolare i costi di ristrutturazione per metro quadro. Usateli: sono più utili di quanto possiate credere!

Incentivi per la ristrutturazione casa e detrazioni fiscali

Il punto precedente non manca di gettare nel panico parecchi: soprattutto chi non naviga nell’oro è infatti restio ad effettuare dei lavori, anche se necessari. A questo punto dobbiamo dire però che entra in gioco l’articolo 121 del Decreto Rilancio. Esso, tra le altre cose, prevede  il cosiddetto bonus ristrutturazioni 2020. Lo Stato, tramite questo provvedimento, mira ad incentivare gli interventi di restauro edilizio concedendo in cambio detrazioni fiscali pari anche al 50% della spesa sostenuta. I lavori però dovranno essere avviati entro il 31 dicembre del 2021.

Il bonus in questione è cumulabile con altre misure già varate dai nostri organi di governo: dal sisma bonus all’ecobonus per i quali sono previste detrazioni fiscali ancora più elevate. Rientrano in questo calderone anche i lavori di manutenzione straordinaria quali, tanto per fare qualche esempio, la sostituzione di infissi e serramenti, il risanamento dei sanitari, il rimodernamento di scale oppure ancora l’installazione degli ascensori.

Tutti i lavori effettuati tra l’1 luglio 2020 ed il 30 giugno 2021 prevedono l’erogazione del bonus sottoforma di cessione del credito o, se si preferisce, come sconto immediato. In ogni caso la propria scelta a riguardo andrà comunicata in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi.

Categorie: Arredamento

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