Qualcuno ha mai pensato a produrre un pandoro senza glutine? Chi soffre di celiachia può comunque seguire un’alimentazione “normale” anche se rigorosamente a base di ingredienti gluten free? Scopriamolo insieme.

Celiachia: di cosa si tratta?

La celiachia è una patologia che al giorno d’oggi interessa un gran numero di persone. Essa è una forma di intolleranza alimentare permanente: in questo caso specifico l’organismo non riesce a tollerare il glutine. Quest’ultimo si produce per una naturale reazione chimica quando alcune tipologie di cereali e di farine da essi ricavate entrano in contatto con l’acqua. I cereali incriminati, per così dire, sono molti e purtroppo tutti di uso abbastanza comune: dall’avena al triticale, dal frumento alla spelta, dal farro all’orzo, dal kamut alla segale.

Per un numero di italiani oscillante tra le 400 e le 600 mila unità, una volta diagnosticato il disturbo, non resta che seguire una dieta particolare del tutto gluten free. Diversamente da quanto accadeva in passato questa necessità non costringe più i pazienti a rinunciare a certi alimenti o, peggio ancora, al piacere del gusto. Al giorno d’oggi infatti qualunque pietanza di uso comune è ormai disponibile anche nella sua versione priva di glutine e, tra l’altro, si è lavorato molto per dare a questi alimenti un sapore molto simile a quello del prodotto “originario”.

Celiachia e Natale: arriva il pandoro senza glutine

Quando poco prima si accennava alla nutrita gamma di alimenti gluten free ormai reperibili in commercio, non si è forse intuita la vastità di assortimento tra cui una persona può scegliere. Se un tempo insomma i negozi specializzati ed i supermercati non trattavano altro che i prodotti di base, oggi è possibile reperire di tutto, persino i pandori. Questa innovazione, per così dire, consente anche ai soggetti affetti da celiachia di festeggiare il Natale esattamente come la restante parte dei commensali senza dover dare spiegazioni a tutti o sentirsi a disagio quando si rifiuta di addentare la tradizionale, e quasi propizia, fetta di pandoro che conclude il pasto delle feste.

I pandori senza glutine somigliano molto a quelli realizzati con farine contenenti la sostanza famigerata, sono morbidi e gustosi, ma non sempre hanno lo stesso identico sapore dei pandori tradizionali.

Torna infine utile sapere che anche le pasticcerie si stanno recentemente attrezzando per confezionare questo genere di prodotti. Se nel vostro paese non c’è una pasticceria che produce artigianalmente questi prodotti potrete ordinarli online dalle stesse pasticcerie che offrono questo servizio. Un esempio? A Trani c’è una pasticceria che produce dolci per intolleranti che potrete acquistare dal sito www.dolciperintolleranti.it e quindi ricevere al vostro domicilio.

Insomma: la celiachia, per fortuna, non è più quel dramma che poteva essere qualche tempo addietro…

Suggerimenti utili

Quando si invitano dei parenti o degli amici, magari proprio in occasione delle festività natalizie, a consumare un pasto insieme a noi è sempre bene mettere l’ospite a suo agio. Questo non significa soltanto scambiare delle chiacchiere, offrirgli ogni comodità e quant’altro, ma anche non farlo sentire “diverso” a tavola. Ecco perché è sempre bene studiare nei dettagli il menu da servire, non differenziare le portate (se non per la presenza degli ingredienti gluten free) e non mettere di continuo l’accento sul fatto che le pietanze servite all’invitato celiaco siano state realizzate proprio per  venire incontro alle sue esigenze.

Spetta però a chi ha a che fare in prima persona con il problema avvisare preventivamente l’amico o il parente ospitante della sua intolleranza ed accertarsi, se necessario, che gli ingredienti adoperati possano adattarsi alla sua alimentazione.

Attenzione: si tenga ben presente che un rischio inutile potrebbe derivare dalle contaminazioni: i cibi destinati agli intolleranti devono essere cotti e maneggiati con utensili propri.

Come ottenere queste certezze quando si compra un prodotto artigianale o industriale nei negozi o addirittura online? Semplicemente cercando sulla confezione la spiga sbarrata, ottenendo conferma dal prontuario dell’AIC e dall’etichetta di accompagno, oppure ancora mediante certificazione ASL.

Categorie: Ricette

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