Il Salento accoglie a braccia aperte i turisti con i suoi 250 km di coste ed oltre al mare ed a tanto sole, offre arte, cultura, buon cibo e un’attiva vita notturna.

Lecce da visitare e vedere

Capoluogo di provincia, Lecce è una città barocca artisticamente rilevante nella penisola salentina. Sede universitaria e vescovile, è anche un’importante polo turistico grazie alla vicinanza con la località San Cataldo, sede degli stabilimenti balneari.

A cavallo fra due mari, Lecce fa del turismo la propria punta di diamante, distando solo 12 km dall’Adriatico e appena 25 dallo Ionio. Al tempo dei Romani fu polo di rilevanza strategica, soprattutto intorno al II secolo, sotto l’imperatore Marco Aurelio. Attaccata da Goti e Longobardi, contesa dagli Arabi, divenne un importante centro religioso nonché culturale sotto i bizantini.

Dalle mani di Federico II di Svevia, passò nelle mani di suo figlio Manfredi e poi seguì le vicende del Regno delle Due Sicilie. Nel 1200 passò agli Angiò e dopo un paio di altri passaggi feudali (Enghien e Orsini-Del Balzo), nel 1463 venne inclusa nella Corona di Napoli.

Centro dei traffici commerciali dell’Adriatico, Lecce risente molto dell’influenza spagnola. Una dominazione, durata secoli, fino all’annessione al Regno d’Italia. Oggi Lecce e il suo territorio sono zone rigogliose e fertili dove si lavorano caffé e tabacco e si producono frutta e verdura, in quello che è uno fra i centri agricoli più importanti del meridione.

Cosa fare e vedere a lecce

Dentro le mura ricostruite intorno al 1540 da re Carlo V, Lecce è una città tipicamente barocca. Una sorta di Noto delle Puglie, con la particolarità aggiunta di essere quasi completamente costruita con la famosa pietra locale: la “pietra leccese”, arenaria dall’inconfondibile colore biondo.

Esempi di questa architettura sono la Chiesa di Santa Croce e il Convento dei Celestini che oggi ospita la prefettura. Fuori le mura, viene conservato, miracolosamente intatto, un esempio di arte normanna, forse la più importante in tutta la regione. Si tratta della chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo.

Anno di edificazione: 1118. Lecce conserva anche reperti archeologici di rilevante interesse, se non altro perché documentano le origini della città. Una necropoli messapica e un anfiteatro romano sono le testimonianze dell’antichità di Lecce.

Sul versante intrattenimenti, invece, tradizionale appuntamento è la Fiera di Santa Lucia, il 13 dicembre, nota anche con il nome di Fiera dei Pupi. Accanto al duomo, nello scenario dei porticati di Sant’Oronzo.

Vedere e visitare Gallipoli

In Salento, c’è una città di mare forse fra le più famose della Puglia per il turismo balneare. Si chiama Gallipoli, la Perla del Salento. In provincia di Lecce, come già per quasi tutte le città pugliesi, si divide in città vecchia e città nuova, segno dello scorrere del tempo e delle vicissitudini storiche, ma anche dimostrazione di un adattamento tenace e funzionale ad un territorio fatto di mare e lunghe lingue di terra.

Se la parte nuova di Gallipoli si chiama Borgo, sorge sulla terraferma ed è il simbolo del nostro tempo con il suo Palazzo di Vetro, è il Centro Storico il vero colpo di scena della città. Costruito su un’isola calcarea, è collegato alla costa tramite un ponte ad archi che risale al 1600. Più a largo ancora, a circa 1 miglio marino dal centro storico, l’Isola di Sant’Andrea, un concentrato di storia e natura e che fa di Gallipoli una città unica nel suo genere.

Messapi o Galli Senoni, non si sa con certezza quali fossero stati i primi abitanti della città. Fatto sta che Gallipoli fu importante colonia ellenica nella Magna Grecia, per poi divenire municipium romano.

Cosa fare e cosa vedere a Gallipoli

La movida estiva, naturalmente. Ma Gallipoli è anche un concentrato di feste folcloristiche, paesane e religiose molto conosciute. Prima fra tutte il Carnevale, che inizia ufficialmente con Le Focareddhe, veri e propri falò alimentati da rami di ulivo che sanciscono l’inizio dei festeggiamenti, ogni 17 gennaio.

Ed è il Carnevale poi a farla da padrone, in una delle città che vanta le più antiche tradizioni carnascialesche d’Italia. Durante la festa di San Sebastiano, il 20 gennaio, sfilano per la città le confraternite in abito tradizionale e rigorosamente secondo la gerarchia del riconoscimento regio ottenuto nel corso dei secoli.

Ma una delle rassegne che hanno reso celebre Gallipoli, annoverandola fra le “capitali dell’estate”, è sicuramente il Premio Barocco, kermesse che premia scienziati, letterati, attori, musicisti e artisti che rendono celebre l’Italia nel mondo. Il Premio, prestigioso riconoscimento giunto nel giugno del 2008 alla sua 37esima edizione, è trasmesso in diretta sulla prima rete Rai.

Visitare e vedere Marina di Ugento

Appendice marinara della non lontana Ugento, Marina di Ugento è un mix irresistibile di natura, mare e bellezze artistiche, non lontano da Lecce (60 km). Insieme alla marina, anche la bella località di Torre San Giovanni, sorta sulle rovine di un antico porto romano. Si pensa siano stati i messapi, antiche popolazioni pugliesi, a fondare Ugento (Ozan, poi divenuta Uzentum in epoca romana), in una zona collinare che digrada verso il mare.

Ma la zona era abitata anche in epoca neolitica grazie anche alla presenza di grotte, tutt’ora esistenti e visitabili come la Grotta Artanisi e Grotta Don Cirillo.

La Marina di Ugento comprende numerose località balneari bellissime: la già citata Torre San Giovanni, che si affaccia sull’Isola delle Pazze, già abitata nell’età del ferro; Torre Mozza, dalla sabbia fine e l’acqua limpida e Lido Marini, in cui la naturale macchia mediterranea si confonde dolcemente con un mare trasparente. Infine, Marina di San Giovanni che con le sue dune di sabbia alte e l’acqua incredibilmente bassa, nasconde i turisti dall’urbanizzazione e li proietta in un territorio vergine come non siamo più abituati a vederne.

Cosa vedere a Marina di Ugento

Marina d’Ugento e le sue località satellite, sono mete ambite per il turismo balneare. Relax, mare e sole sono i principali ingredienti che vi si possono trovare, oltre, ovviamente, ad una interessante movida notturna come si conviene alle città di mare.

Le strutture ricettive sono moderne e accoglienti e per i più avventurosi, o per chi ama il contatto con la natura, anche un ampio campeggio dotato di tutti i comfort, bungalow compresi. A soli 20 km dalla bellissima Santa Maria di Leuca e altrettanti dalla movida di Gallipoli, Marina d’Ugento è un ottimo compromesso fra il riposo in spiaggia e le serate movimentate dell’estate.

Ma a rimanere in zona, non si sbaglia mai, saranno d’accordo gli appassionati di enogastronomia regionale. Qui, infatti, hanno luogo le sagre di prodotti locali: ”la friseddhra”, “la pucciia”, “la pittula”, “li gnommareddhri”,”le orecchiette”.

Visitare e vedere Otranto

Indipendentemente dai nomi che si sono alternati nel corso delle dominazioni (Ydrous per i greci, Hydruntum per i romani, Ydrentòs in epoca bizantina) Otranto è una delle città più belle dello Stivale.

E anche una delle più ricche in fatto di storia, punto d’incontro (e scontro) com’era fra la cultura occidentale e il mondo orientale al di là dell’Adriatico. È probabilmente 1.300 anni prima di Cristo che i primi abitanti ne tracciarono il perimetro.

Siamo nell’età del Bronzo. Ma la vera storia di Otranto inizia con la dominazione ellenica delle Puglie. Città al tempo dei Greci, divenne sotto i romani uno dei centri marinari più importanti, tanto da avere una propria zecca e battere moneta (nel 162 d.C.).

Dal VI secolo sotto il dominio bizantino, fu dotato di ampie fortificazioni. Contesa nel Cinquecento fra veneziani e angioini, divenne Ducato del Regno di Napoli in età napoleonica.

Cosa fare e cosa vedere a Otranto

Di indubbia rilevanza, reso celebre anche dall’omonimo romanzo gotico di Horace Walpole, il Castello di Otranto, alias castello Aragonese è uno dei monumenti più importanti della città.

Costruito fra il 1485 e il 1498 su un fortino preesistente, ha forma pentagonale e risponde a tutti i requisiti di un vero fortino, con tanto di fossato e torri di avvistamento.

La struttura, oggi gestita da Legambiente, dopo secoli di scenari militari, fa da scenografia alle manifestazioni culturali. È possibile visitare il castello. Bellissima anche la cattedrale, risalente al XI secolo, con il suo mosaico pavimentale del 1163, simbolo della coesistenza di due religioni e due culture: quella orientale e quella d’Occidente.

Un’opera preziosa e monumentale, di cui oggi si apprezza anche l’attualità. Sono sicuramente le manifestazioni religiose le più importanti espressioni della cultura e del folclore di Otranto: dalla Festa dei Beati Martiri di Otranto (31 luglio) alla Festa della Madonna dell’Altomare (prima domenica di settembre).

Gli appassionati e gli avventurosi, invece, hanno a disposizione diversi itinerari turistici per scoprire i dintorni, ricchi di incisioni rupestri, antichi monasteri, masserie fortificate e le bellissime grotte del sud, fra le quali ricordiamo: la Grotta della Piscina e la Grotta del Pastore (detta anche della Pecora).

Categorie: Viaggi

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