Quella del 2017 sarà ricordata come una delle  estati più calde e tormentate della nostra storia d’Italia, e gli effetti del clima “impazzito” e torrido si sono già fatti sentire sul fronte dei consumi, schizzati a quote elevatissime a causa della diffusione e del costante utilizzo dei condizionatori. Il tema ritorna al centro del dibattito in vista dell’inverno, che al contrario rischia di essere molto freddo e rigido.

Vicini al record. Non è stato record, ma per poco: nell’ultima estate la richiesta elettrica in Italia ha raggiunto un picco di oltre 55 gigawatt a inizio agosto, sfiorando il primato segnato nella giornata rovente del 22 luglio 2015 (quando si arrivò a 60,5 gigawatt), e in tutto il mese si è proseguito in questo trend anche per il massiccio utilizzo dei condizionatori refrigeranti, che sono stati utilizzati a tutto spiano in case private e luoghi di lavoro per cercare sollievo dal caldo.

Il tema dei consumi. Il problema in realtà riguarda tutta Europa, come rivelato da uno studio recente (intitolato “North-South polarization of European electricity consumption under future warming”) realizzato da ricercatori tedeschi, che hanno analizzato le difficoltà che i nostri sistemi di approvvigionamento energetico stanno affrontando a causa del clima e dell’impiego di dispositivi di termoregolazione, che spostano la domanda massima di elettricità dall’inverno all’estate.

Problema rimandato all’inverno. Oltre a elencare i rischi e i problemi, i ricercatori spiegano anche che in uno scenario contraddistinto da temperature medie sempre più elevate, l’isolamento termico degli edifici sarà un fattore sempre più strategico per limitare gli sprechi e i costi in bolletta. Un obiettivo verso cui stanno lavorando già le varie aziende produttrici e che, per i condizionatori “estivi”, dovrebbe seguire il trend che negli anni passati ha interessato il comparto delle stufe e degli impianti di riscaldamento.

Le novità tecnologiche. Guardando le offerte presenti sul portale giffimarket.comeCommerce italiano di prodotti destinati al lavoro e agli ambienti professionali, si può vedere quali sono i progressi compiuti nel settore specifico dei generatori aria calda, che oggi sono compatti, mobili e a ridotto impatto energetico, ma sempre in grado di riscaldare in modo efficiente ambienti interni o esterni, o di trovare applicazione nel settore dell’edilizia e degli eventi.

Come riscaldare l’acqua. Per quanto riguarda le prossime evoluzioni, una strada la traccia la Fujitsu Climatizzatori, che di recente ha presentato una nuova soluzione ecologica per il riscaldamento domestico, lanciando sul mercato una nuova gamma di unità di pompe di calore idroniche, chiamate Waterstage, che utilizza ventilconvettori e pannelli radianti ed è capace di produrre acqua calda o riscaldare l’acqua di una piscina, con notevoli vantaggi sia in termini economici che ambientali.

Consumi e impatto ridotti. Come comunicato dalla società, infatti, il sistema potrebbe permette di risparmiare fino al 75 per cento sui costi dell’energia elettrica, visto che richiede appena 1 kW di energia elettrica per fornire fino a 5 kW di calore. Inoltre, i bassi livelli di assorbimento energetici garantiscono una riduzione delle emissioni di CO2 rispetto alle macchine convenzionali, e il refrigerante utilizzo non ha impatti sullo strato di ozono. L’affidabilità dei dispositivi, poi, è tale che Waterstage funziona e produce acqua calda anche in caso di emergenze o guasti.

Un ambizioso progetto. Ancor più ambizioso però si rivela un progetto svedese, che coinvolge l’intera città di Hammarby, che si è conquistata la menzione di “città della sostenibilità“: questo piccolo centro è quasi del tutto autosufficiente sul fronte energetico, grazie anche a una centrale idroelettrica, mentre gli scarichi domestici sono trasformati in biogas e riutilizzati come energia per le case, i residui diventano concime e i rifiuti vengono riciclati. Un esempio concreto di quella che è la strada da seguire per il nostro futuro.

Categorie: Tecnologia

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